Fashion History

Charles Frederick Worth – Le “Fondamenta” dell’Alta Moda

Worth profile

Nasce in Inghilterra nel 1825 da una famiglia borghese. A vent’anni si trasferisce a Parigi ed inizia a lavorare  da Gagelin, uno dei più importanti magasins de modes della città. Nel 1858 inizia una nuova attività con Otto Bobergh la “Worth et Bobergh” al numero 7 di rue de la Paix a Parigi. La Maison offriva servizi  diversi: vendeva principalmente stoffe, ma proponeva anche abiti esclusivi progettati da Worth,  con varianti di colori e tessuti, che venivano confezionati su misura seconde le modalità imposte dalla creatività del couturier. La moda di Worth proponeva vestiti più semplici rispetto a quelli che uscivano dalle mani delle couturières di lusso. La sua lunga esperienza in campo tessile e la conoscenza della sartoria inglese divennero le basi per abiti in cui tessuto e forma erano sempre correlati e in cui il taglio costruiva una struttura perfetta, su cui poteva essere applicata ogni sorta di decorazione senza andare ad intaccare la vestibilità vera e propria del capo.

Per poter realmente fare strada nella moda, all’epoca Worth aveva un’unica possibilità: conquistare l’imperatrice e le sue dame. W. raggiunse il suo obiettivo nel 1860 quando, sua moglie, Marie Worth, vestita con un suo abito, fu mandata a sottoporre i figurini di un album di modelli a una vera aristocratica, la principessa Pauline von Metternich, moglie dell’ambasciatore austriaco. Raggiunta la fama voluta, Worth cominciò ad apportare i primi cambiamenti alla foggia dell’abito femminile, Bastava infatti che le dame di corte e l’imperatrice adottassero un suo modello, affinchè questo diventasse moda. La vera “rivoluzione” nell’opera di W. è sicuramente la “proposta”, l’abito non era più frutto di un capriccio di qualche signora alla moda, ma era appunto il sarto a proporlo attraverso il suo “portavoce”.180px-Pauline_Sandor_Princess_Metternich

Il 1864 fu l’anno dell’affermazione, quando creò per l’imperatrice Eugenia, la cui passione per le passeggiate era messa in difficoltà dalla lunghezza e dall’ingombro delle gonne alla moda, un abito il cui orlo finiva alla caviglia. Il modello era costituito da una sottoveste corta e una sopraveste drappeggiata. Quest’ innovazione aveva un contenuto puramente funzionale, la seconda proposta ebbe, invece, un grande peso nello sviluppo della moda. Worth intervenne infatti, sulla forma della crinolina (accessorio di abbigliamento femminile utilizzato nel corso del XIX secolo, consisteva ina una sottogonna rigida che sosteneva e rendeva gonfie le gonne. il termine indica tre cose: la struttura della sottogonna, il tessuto che la costituiva e il tipo di abito che la utilizzava). W. la ridusse drasticamente sul davanti, spostando l’ampiezza sul dietro che assunse la forma di un breve strascico. La diminuzione di tessuto nella gonna, però, fu compensata con l’adozione di un elemento decorativo: la tunica ( una sopragonna lunga fino al ginocchio).

1. C. F. Worth; 2. principessa Pauline von Metternich; 3. abito da ricevimento, 1872 ca; 4. abito da ricevimento, 1883 ca; 5.crinolina; 6. abito da sera, 1894 ca; 7. abito da sera, 1900 ca; 8. abito da giorno, 1895 ca.

Paul Poiret


L’inizio della carriera di Poiret fu diverso da quella di Worth in quanto la Haute Couture esisteva ed era già ben strutturata. Finita la scuola, il padre, commerciante di tessuti,  gli trovò lavoro presso un produttore di ombrelli. Questo era però un lavoro che P. non amava affatto.

Nel 1903 aprì la sua prima maison al 5 di rue Auber: due piccoli saloni ed una vetrina sulla strada.

Nonostante le esperienze in due famosi atelier , egli non aveva una vera fama personale, doveva quindi attirare l’attenzione delle possibili clienti in un modo diverso. Fu per questo che decise di utilizzare la vetrina di cui era dotato l’atelier per creare esposizioni spettacolari, che presto furono talmente note da diventare uno dei luoghi canonici delle passeggiate parigine.

Nel 1905 P.P. sposa Denise Boulet, anche lei figlia di un commerciante di tessuti, che in breve diventò una delle donne più eleganti ed estrose di Parigi. Nel 1906 P. decise che era il momento di espandere la propria attività, si trasferisce così al 37 di rue Pasquier e riorganizza il lavoro per reparti specializzati. Inizia a lavorare ad una nuova linea e ad un’idea di donna assolutamente innovativa. L’ispirazione era alla moda neoclassica del Direttorio anche se non pensava assolutamente di riproporre un’epoca storica all’attenzione del presente, si concentrò  invece sulla struttura di quel particolare modello cercando di coglierne gli elementi fondamentali a cui agganciare la progettazione di un abito completamente nuovo. Il risultato iniziale fu un modello diritto, a vita alta in cui tradizione settecentesca fu abbinata a suggestioni che venivano da altre fonti come quelle orientali ed etniche.. il tutto realizzato con materiali innovativi sia rispetto alla fonte sia rispetto all’uso della sartoria contemporanea e con colori che derivavano direttamente dalle culture extraeuropee, unite ad una particolare attenzione alla pittura fauvista (Matisse, Derain).

Il modello chiave della collezione prese il nome di Joséphine, con maggior ispirazione impero, ma la sopraveste di rete nera ricamata in oro e la rosa appuntata sotto il seno gli toglievano ogni rigore filologico. La tunica Cairo, che riprendeva nei ricami idee prese dal folklore mediterraneo; Il modello Eugénie che accostava la linea impero a una sfolgorante garza rossa e oro probabilmente di provenienza indiana; Il mantello Ispahan cheuniva una serie di riferimenti all’Oriente.

Realizzata la grande trasformazione negli Poiret s’ingegnò per trovare un modo per comunicarla. Nel 1908 uscì a tal proposito  Les Robes de Paul Poiret  racontées par Paul Iribe, un album contenente dieci tavole a colori. Ciò che maggiormente distingue Paul Poiret rispetto agli altri stilisti, fu l’istinto per il marketing. Fu il primo infatti a pubblicare i propri bozzetti a scopo promozionale, ed ad organizzare defilè per promuovere i propri lavori in giro per l’Europa. La produzione  della maison Poiret si allargò a: arredamento, complimenti d’arredo, profumi.

Durante la prima guerra mondiale, Poiret  dovette lasciare l’attività della casa di moda per mettersi al servizio dei militari, e realizzare le uniformi dei soldati. Quando nel 1919 tornòalla propria attività, la maison era ormai sull’orlo della bancarotta. Si ritirò dall’attività lasciando il campo a stilisti come Coco Chanele saltuariamente si dedicò alla realizzazione di costumi per il teatro ed il cinema: L’Inhumaine di Marcel L’Herbier. Nel 1929 chiuse definitivamente la maison e i suoi abiti furono venduti al chilo, come fossero stracci. Poiret morì nel 1944 dimeticato da tutti.

3 responses to “Fashion History

  1. interesting

  2. Hi Romeo,
    thank you for your interest in this articole…we are working on the new one! stay tuned…..
    😀

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